Tel: 045.79.75.453

VENEZIA GONDOLE

 

VENEZIA PONTE DI RIALTO

 

VENEZIA SAN MARCO DAL MARE

 

 

Capodanno

dal 31 Dicembre al 3 Gennaio

quota a persona in doppia   euro 280,00 + 25,00 quota

iscrizione

minimo 12 persone

 

 

Epifania 

dal 3 al 6 gennaio 2021

quota a persona in doppia euro 260,00 + 25,00 quota

iscrizione

minimo 12 persone

 

LA QUOTA COMPRENDE:

• Sistemazione nell’Hotel prescelto di Mestre  in camera doppia standard con servizi privati e trattamento di 03 pernottamenti con 1° colazione;

• N. 03 escursioni guidate come descritte in programma, il 1° e 2° giorno a Venezia e il 3° giorno alle isole della laguna di: Murano, Burano e Torcello;

• Assicurazione medico-bagaglio e copertura COVID-19.

LA QUOTA NON COMPRENDE: • Quota d’iscrizione € 25,00; • Mezzo di trasporto pubblico acqueo per le isole; • Pranzi e bevande; • Tassa di soggiorno da pagare in loco; • Mance, Facchinaggi; • Extra e tutto quanto non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”;

HOTEL DI MESTRE Molto accogliente e ben organizzato, struttura nuova e moderna ben collegata con i mezzi pubblici alla laguna, sorge a soli 7 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria, da cui avrete modo di raggiungere Venezia in 10 minuti di treno, e a 8 km dall’Aeroporto di Venezia-Marco Polo. Nelle vicinanze dell’hotel si trova il centro storico di Mestre con la centralissima Piazza Ferretto ricca di ristoranti, bar, pizzerie e altre attività commerciali. L’hotel dispone di sistemazioni con connessione Wi-Fi gratuita e climatizzate con TV a schermo piatto e scrivania. Bagno interno con doccia, asciugacapelli, prodotti da bagno in omaggio. Parcheggio auto convenzionato a pagamento su prenotazione.

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POTRAI ANNULLARLO SENZA PENALI  PER QUALSIASI MOTIVO 01 GIORNO LAVORATIVO  PRIMA DELLA PARTENZA

 Verrà trattenuta la quota di iscrizione solamente

 

 

1° GIORNO: VENEZIA (pomeriggio, inizio della visita guidata di Piazza San Marco)

Incontro dei Sig.ri partecipanti con la guida ed inizio della suggestiva passeggiata, tra calli, ponti e campielli e storici palazzi nobiliari, per raggiungere il cuore del centro storico, la famosa Piazza San Marco, autentico tripudio d’arte e cultura, tappa obbligata per chiunque giunga in laguna. Considerata da sempre il salotto dei veneziani, che amano passeggiare in quello che è uno dei più straordinari percorsi di arte e storia italiane, un mosaico di edifici civili e religiosi. Appena giunti il colpo d’occhio della piazza vi lascerà senza fiato, un’inquadratura memorabile con il campanile svettante a destra e la Basilica di San Marco e il Palazzo Ducale a sinistra e sullo sfondo l’isola di San Giorgio tra le Colonne di San Marco e San Todaro, sarete colpiti dalla straordinaria bellezza che questa Piazza offre ai suoi visitatori. Quella intitolata a San Marco è l’unica piazza di Venezia, di nome e di fatto, in quanto tutti gli altri spazi urbani con questa funzione sono detti campi o campielli.
Piazza San Marco: Durante la visita si potranno ammirare esternamente: forse il luogo più bello e armonioso d’Italia e quindi del mondo. Meraviglia della creatività umana in grado di rivaleggiare con le più stupefacenti opere della Natura. Le dimensioni non sono certo quelle del Grand Canyon, ma il senso di estasi piena e avvolgente che si respira è altrettanto vasto e perfetto. Niente potrebbe essere spostato o cambiato senza procurare una ferita insanabile alla perfezione dell’insieme. Ogni anno i turisti che la affollano sono milioni e ne sono tutti rapiti. Alcuni comprendono completamente la raffinatezza e l’eleganza delle strutture architettoniche, degli spazi, dei vuoti e dei pieni. Molti altri si limitano a leggerne l’umanità e a indagare sugli scorci e sui particolari. Altri ancora si fermano alla sceneggiatura più recente, ai caffè, ai negozi, ai piccioni.
Basilica di San Marco (breve visita interna salvo restrizioni governative anti COVID) La Basilica di San Marco è l’incantevole costruzione che rappresenta la magnificenza della Repubblica di Venezia, durante i mille anni di vita della Serenissima. Con i suoi monumentali archi che si aggettano su Piazza San Marco viene denominata la Basilica d’oro, per gli oltre mille metri quadrati di tessere di mosaico fatte con la foglia d’oro di cui è rivestita. Gli splendidi mosaici che decorano le lunette della facciata della Basilica, raccontano la storia del trafugamento, del trasporto e dell’arrivo a Venezia da Alessandria d’Egitto del corpo di Marco, destinato a diventare il santo protettore della città. A partire dalla prima lunetta del portale di destra è possibile seguire l’ordine cronologico delle vicende che hanno portato le reliquie in città. In essa è raffigurato il Recupero del corpo di San Marco da parte dei veneziani Buono da Malamocco e Rustico
Programma delle escursioni guidate a:
Murano, Burano e Torcello
da Torcello, che traslarono le sante spoglie dalla città egiziana, dove Marco aveva trovato sepoltura nel ‘828 dopo il martirio.
La Torre dell’orologio La Torre con l’Orologio Astronomico è uno dei simboli di Venezia e uno degli elementi che partecipa all’armonia e alle bellezze di Piazza San Marco. La Piazza San Marco non sarebbe la stessa senza i ‘Do Mori’, così chiamati affettuosamente dai veneziani, che con i rintocchi delle loro mazze sulla campana centrale scandiscono le ore nel punto nevralgico della città. I due Mori sono molto simili ma non uguali: a uno dei due, quello di destra, manca infatti la barba. Per questo particolare il Moro barbuto è denominato il ‘vecchio’, l’altro il ‘giovane’. A questa attribuzione di ruoli contribuisce un particolare ben preciso. I Mori segnano le ore percuotendo la campana coi loro martelli (tanti rintocchi quante sono le ore), ma con una precisa modalità. Il Moro Vecchio batte le ore due minuti prima dell’ora esatta, a rappresentare il tempo che è passato, mentre il Moro Giovane due minuti dopo per rappresentare il tempo che verrà. L’orologio iniziò il suo inesorabile calcolo del tempo nel 1499 ed era un vero prodigio di ingegneria meccanica. Di straordinaria bellezza e complessità è il sistema delle indicazioni astronomiche, basato sul sistema geocentrico. I movimenti dei pianeti allora conosciuti (Saturno, Giove, Marte, Venere e Mercurio). L’ulteriore inserimento di una scena animata nella complessa struttura ne fa apprezzare ancora di più la sua magnificenza. I tre Re Magi, preceduti da un Angelo Annunciatore che soffia in una tromba, si dirigono in processione verso la statua dorata della Madonna e, una volta giunti davanti ad essa, si inchinano. Il tempo viene scandito da una campana posta in cima alla torre e colpita dalle due statue poste ai lati di essa, chiamati Mori.
Il campanile di San Marco (possibilità di visita interna con acquisto biglietti
direttamente in loco) È il principale monumento di Venezia e uno dei simboli d’Italia. I veneziani lo chiamano affettuosamente “El parón de casa” è una poderosa torre a pianta quadrata, alta circa 99 metri compresa la cuspide di coronamento, anticamente faro dei naviganti, prototipo di tutti i campanili lagunari. Viene costruito per la prima volta nel XII secolo sul posto di una probabile torre di avvistamento e riedificato nella forma attuale ai primi del ’500 con l’aggiunta di una cella campanaria con la cuspide rivestita in rame e sormontata da una specie di piattaforma girevole su cui viene posta la statua
dell’Arcangelo Gabriele, con la funzione d’indicare la direzione dei venti. Delle cinque campane originali rimane solo la più grande; le altre, oggi sostituite, furono distrutte nel crollo del campanile del 1902.
Dalla loggia campanaria si può osservare lo stupendo panorama della città e della laguna dall’alto. Addossata alla base del campanile si trova la loggetta che Jacopo Sansovino costruì tra il 1537 ed il 1549 ornandola di marmi e bronzi.
il Palazzo Ducale Capolavoro dell’arte gotica, si struttura in una grandiosa stratificazione di elementi costruttivi e ornamentali: dalle antiche fondazioni all’assetto tre-quattrocentesco dell’insieme, ai cospicui inserti rinascimentali, ai fastosi segni manieristici. Esso è formato da tre grandi corpi di fabbrica che hanno inglobato e unificato precedenti costruzioni: l’ala verso il Bacino di San Marco (che contiene la Sala del Maggior Consiglio) e che è la più antica, ricostruita a partire dal 1340; l’ala verso la Piazza (già Palazzo di Giustizia) con la Sala dello Scrutinio, la cui realizzazione nelle forme attuali inizia a partire dal 1424; sul lato opposto, l’ala rinascimentale, con la residenza del doge e molti uffici del governo, ricostruita tra il 1483 e il 1565. L’ingresso per il pubblico di Palazzo Ducale è la Porta del Frumento (così chiamato perché vi si trovava accanto “l’Ufficio delle Biade”), che si apre sotto il porticato della facciata trecentesca prospiciente il Bacino San Marco.
Il Caffè Florian È un caffè storico della città, situato sotto i portici delle Procuratie Nuove in Piazza San Marco. È il più antico caffè italiano e il caffè più antico del mondo. Venne inaugurato il 29 dicembre 1720 da Floriano Francesconi con il nome di Alla Venezia Trionfante, ma fin da subito i Veneziani dicevano semplicemente “andemo da Florian”, dal nome del proprietario nel dialetto veneziano. Da allora ha proseguito ininterrottamente fino ai giorni nostri la sua attività quotidiana di caffè, divenendo meta privilegiata di veneziani, italiani e stranieri. Floriano Francesconi ispirò il personaggio di Ridolfo della Bottega del caffè di Carlo Goldoni. Giacomo Casanova vi corteggiava le dame e Carlo Goldoni vi entrò ragazzo. Lo frequentarono illustri personaggi come: Gasparo Gozzi, Giuseppe Parini, Silvio Pellico, Lord Byron,
Ugo Foscolo, Charles Dickens, Goethe, Ernest Hemingway, Rousseau, Gabriele d’Annunzio. Durante l’insurrezione del 1848, capitanata da Niccolò Tommaseo e Daniele Manin, il caffè divenne un ospedale per i feriti. Come altri caffè situati in Piazza San Marco, gli avventori all’aperto sono intrattenuti da una piccola orchestrina. Una particolarità sono le divise del personale del caffè: lo chef de rang ha il farfallino nero, i due demichef grigio, i commis bianco. I camerieri portano la giacca bianca al mattino mentre al pomeriggio lo chef indossa il frac e gli altri dipendenti indossano la giacca nera. Nel caffè si alternano due orchestre.
Ponte dei Sospiri
Situato a poca distanza da piazza San Marco, troveremo il famoso ponte costruito in pietra d’Istria, in stile barocco, e realizzato agli inizi del XVII secolo su progetto dell’architetto Antonio Contin, figlio di Bernardino Contin e nipote di Antonio Da Ponte: il costruttore del ponte di Rialto, per ordine del doge Marino Grimani, il cui stemma vi è scolpito. Questo caratteristico ponte di Venezia, scavalca il rio di Palazzo collegando, con un doppio passaggio, il Palazzo Ducale alle Prigioni Nuove, il primo edificio al mondo costruito per essere appositamente una prigione. Serviva da passaggio per i reclusi dalle suddette prigioni agli uffici degli Inquisitori di Stato per essere giudicati. Conosciuto in tutto il mondo, è fotografato dai turisti provenienti da ogni dove, dai soli due posti dai quali è osservabile, cioè dal ponte della Canonica e dal ponte della Paglia. Gli è stato attribuito questo nome perché la tradizione vuole che, ai tempi della Serenissima, i prigionieri, attraversandolo, sospirassero davanti alla prospettiva di vedere per l’ultima volta il mondo esterno. L’appellativo di “Ponte dei Sospiri” è attestato già alla fine del Settecento.
Giro in gondola: Un suggestivo giro in gondola a Venezia, per ammirare maestosi capolavori architettonici affacciati sull’acqua ed un fitto succedersi di ponti e scorci dall’inedita visuale di una tipica gondola di Venezia. Lasciando il Canal Grande vi addentrerete poi nei suggestivi canali minori della città, dove ammirerete una Venezia non molto conosciuta lasciandovi cullare dal tranquillo ondeggiare che accompagna la navigazione in gondola.
Gran Teatro La Fenice
Al termine di questa incantevole escursione sosteremo per scattare una
foto ricordo al famoso “Gran Teatro La Fenice” recentemente ricostruito dopo l’ultimo incendio del 1996 che lo distrusse completamente.
Il Teatro la Fenice è uno dei teatri più prestigiosi al mondo, nonché il luogo dove sono andate in scena prime assolute di opere di artisti tra cui Giuseppe Verdi, Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti; sorge nel sestiere di San Marco, non lontano dalla chiesa di Santa Maria del Giglio, dalla Scala Contarini del Bovolo e dalla chiesa di San Moisè.
Il Teatro ospita una mostra permanente dedicata a Maria Callas e ai suoi anni di attività a Venezia.

 

 

2° GIORNO: VENEZIA (in mattinata inizio della visita guidata d’intera giornata della città)

Ritrovo dei sig.ri partecipanti con la guida ed inizio dell’escursione in Campo San Bortolomio (vulgo Campo san Bórtolo) è un campo di Venezia situato nel Sestiere di San Marco, a pochi passi da Rialto e può essere considerato il cuore socio-commerciale della città di Venezia. Attivissimo e frequentatissimo, per la sua posizione strategica, è sede di importanti attività e edifici bancari. Al centro del campo sorge il famoso monumento a ricordo di Carlo Goldoni. In direzione del Ponte di Rialto si può scorgere, seminascosta, la facciata della chiesa di San Bartolomeo ex San Demetrio (XII secolo). Il campo è compreso tra luoghi importanti quali campo San Salvador, il ponte di Rialto e il Fondaco dei Tedeschi, seguendo la cui direzione si può raggiungere la Strada Nova che permette di arrivare in via quasi diretta alla stazione ferroviaria. Il Fondaco dei Tedeschi (Vista panoramica di Venezia dal terrazzo del Fondaco) l Fondaco dei Tedeschi è un palazzo affacciato sul Canal Grande, vicino al ponte di Rialto. Era la sede dei mercanti tedeschi che lo usavano come magazzino e alloggio. Esistente già dal XIII secolo, è stato ricostruito tra il 1505 e il 1508 in seguito ad un incendio. In questa occasione sono stati chiamati ad affrescarlo all’esterno Giorgione e l’allievo Tiziano. Purtroppo, di questi affreschi sono rimasti solo alcuni frammenti, ora custoditi a Ca’ d’Oro. Come gli altri fonteghi della città, anche questo è stato soppresso nel 1797 con la caduta della Repubblica di Venezia. È stato a lungo di proprietà delle Poste e Telecomunicazioni, che lo hanno ceduto nel 2008 a Benetton che ne ha fatto un centro commerciale (molto contestato, ma non vogliamo entrare in merito a questo). Il palazzo è a pianta quadrata, ed è articolato intorno ad un unico cortile. Il palazzo esternamente presenta cinque grandi arcate a tutto sesto che chiudono un portico sul Canal Grande, da dove si scaricava le merci. All’interno ci sono 4 piani di logge ad arcate a tutto sesto, sui lati dei quali erano disposti i magazzini e le botteghe. La sommità del palazzo è merlata. La vera da pozzo era posizionata al centro del cortile. Con l’ultima ristrutturazione è stata spostata. La parte che interessa di più a chi non fa compere nei negozi, è decisamente la terrazza. La vista sui tetti di Venezia è mozzafiato. Col bel tempo la vista può spaziare fino alle isole. Si vede molto bene il faro dell’isola di Murano che sembra tanto vicino. Si vedono le cupole della Basilica di San Marco, il campanile di San Marco, il Canal Grande con i suoi palazzi, i tetti e le altane di Venezia, il Ponte di Rialto, i campanili delle chiese di Venezia, e mille altri particolari che si possono ammirare solo dall’alto. Il Ponte di Rialto Maestoso ed elegante con la sua Pietra D’Istria bianca, sovrasta il Canal Grande, affascinando da secoli chi vive e chi visita Venezia. Il Ponte di Rialto è senz’altro il ponte più bello e conosciuto di Venezia, oltre ad essere il più antico tra i quattro ponti (Ponte dell’Accademia, Ponte degli Scalzi e Ponte della Costituzione) che attraversano il Canal Grande. Rialto è parte indispensabile dello skyline veneziano e ne segna il cuore pulsante e commerciale, simbolo potente e inscalfibile di Venezia. A detta delle cronache, il primo passaggio sul Canal Grande era costituito da un ponte di barche. Un ponte vero e proprio, poggiante su pali in legno, fu costruito da Nicolò Barattiero sotto il doge Sebastiano Ziani nella seconda metà del XII secolo e assunse il nome di “ponte della Moneta” visto che, presso l’estremità orientale dell’opera, sorgeva l’antica zecca. Nel 1503 venne proposta per la prima volta la costruzione di un ponte in pietra. Nei decenni successivi vennero valutati diversi progetti. Nel 1551 le autorità veneziane indissero un bando per il rifacimento del Ponte di Rialto. Architetti famosi come Jacopo Sansovino, Andrea Palladio e il Vignola, presentarono progetti di approccio classico, con diverse arcate, che non furono giudicati adatti alla situazione. L’attuale ponte in pietra ad arcata unica, realizzato da Antonio Da Ponte in collaborazione col nipote Antonio Contin, fu completato nel 1591 durante il dogado di Pasquale Cicogna. La struttura è molto simile a quella del precedente ponte in legno, segno della corretta concezione originale. Due rampe inclinate, con negozi su entrambi i lati, portano ad una sezione centrale. Tutto il ponte è coperto da un porticato. Il progetto fu da alcuni considerato fin troppo audace dal punto di vista ingegneristico, al punto che secondo l’architetto Vincenzo Scamozzi il ponte sarebbe crollato. Il ponte invece resiste tuttora, ed è diventato uno dei simboli architettonici di Venezia. Una curiosità: Fra i detrattori di quel tempo, racconta una storiella popolare, ci furono un uomo e una donna. L’uomo andava dicendo: «Non si riuscirà a concludere la costruzione di questo ponte; forse crollerà prima di essere ultimato. Sarà ultimato quando questo e indicava la propria appendice virile, metterà l’unghia». La donna esclamava: «Non sarà mai portato a termine! Ci scommetto questa e indicava il basso ventre, me la farò bruciare se riusciranno a finirlo!». Sui capitelli di due pilastri di Palazzo dei Camerlenghi, ai piedi del ponte, sono scolpiti due bassorilievi rappresentanti un uomo accosciato, con una terza gamba dal piede marcatamente unghiato che gli cresce fra le due normali, e una donna accovacciata sulle fiamme. Sarebbero, secondo la tradizione, i due scornati oppositori dell’architetto Da Ponte. Il Mercato di Rialto È una delle zone più antiche della città, fu il primo nucleo abitato e sembra che il nome, originariamente Rivo Alto, derivi dal suo terreno molto più solido e alto rispetto a quello delle altre isole. Un tempo Rialto era il luogo più importante e prestigioso, collocato sulla sponda occidentale del Canal Grande, Anticamente piazza di scambio internazionale e luogo d’incontro dei venditori di frutta, ortaggi, pesce, carni, formaggi, ma anche di prodotti preziosi quali ad esempio gioielli e le pregiatissime spezie in arrivo dall’Oriente, Rialto ha comunque mantenuto fino ad oggi la sua vocazione commerciale e rimane, uno dei luoghi più suggestivi di Venezia. Oggi il mercato di Rialto ospita il tradizionale mercato del pesce sotto alle Logge della Pescaria (Pescheria), e quello della frutta e verdura nell’adiacente Campo de l’Erbaria (Piazza delle Erbe). Se desiderate immergervi nella vera atmosfera popolare veneziana, questa è davvero una tappa obbligata. Frequentato da un’animata folla di cittadini e turisti curiosi, con i suoi numerosi banchi, le tante varietà di prodotti esposte e le mille voci e colori che lo animano, rappresenta il cuore storico di Venezia. Sui muri esterni dell’edificio della Pescaria si possono ancora leggere le misure regolamentari dei pesci decretate dalla Serenissima. Il corbo ad esempio è l’ombrina, passarin la passera, sfogio la sogliola, verzelata il cefalo, bisato l’anguilla, peocio le cozze. Adiacente alla Pescheria si trova il Campo dell’Erbaria, che si affaccia sul Canal Grande e dove ha luogo il colorato e festoso mercato della frutta e della verdura. Tra i prodotti in vendita molti arrivano dalla vicina isola di S. Erasmo, il grande orto di Venezia. Grazie ai suoi terreni argillosi, ben drenati e dalla salinità elevata, in questa isola crescono verdure particolari e saporite. Uno di questi prodotti è la varietà di carciofo che ha preso proprio il nome da quest’isola. Nel vicino Campo San Giacometo si può ammirare la piccola e bellissima Chiesa omonima (chiamata così proprio perché di piccole dimensioni). Sfuggita al disastroso incendio avvenuto nella città nel 1514, questa chiesa del XI-XII sec, è considerata una delle più antiche di Venezia. Non possono che affascinare il visitatore il grande orologio della sua facciata e il porticato gotico in pietra e legno, unico esempio originale rimasto a Venezia. Sul lato opposto alla Chiesa si trova la Colonna del Bando, chiamata anche “Gobbo di Rialto”, dove salivano i banditori che proclamavano le leggi della Repubblica, i bandi e le condanne. Nel campo San Giacometo c’è un lungo porticato detto Banco Giro che ai tempi della Serenissima era la Banca di credito dove mercanti e commercianti si incontravano per le loro contrattazioni. Lungo il porticato ora si trovano diversi locali e osterie che si affacciano anche sull’altro lato dell’edificio, con sedie e tavoli all’aperto sulla larga fondamenta con vista sul Canal Grande. Sestiere di Castello Con una piacevole passeggiata tra calli, campi e campielli giungeremo al caratteristico Sestiere di Castello per assaporare la quotidianità e la frizzante simpatia del veneziano doc. Nelle tante piccole case situate nel sestiere una volta ci vivevano i lavoratori che lavoravano nel grande cantiere navale: l’Arsenale. Inoltre a Castello è cresciuto uno dei grandi della pittura veneziana: Giambattista Tiepolo. Ma non solo i lavoratori si sono stabiliti qui, come testimoniano ancora oggi alcuni magnifici palazzi, di cui molti sono caratterizzati da dei splendidi giardini. Il Sestiere occupa un’ampia area, parzialmente confinante con Piazza San Marco, e comprende molti hotel di lusso. La zona più distante da San Marco è più informale, con bar confortevoli frequentati da persone locali per un bicchiere di vino. Negozi e ristoranti per tutte le tasche si affacciano sulla via Garibaldi. Ad anni alterni il parco Giardini della Biennale ospita la mostra Biennale di arte contemporanea. Il sestiere di Castello fu uno dei primi nuclei abitativi della città (V-VI secolo) e prende nome dal castello che vi sorgeva, con funzione di difesa dagli attacchi dal mare. A Castello si trova l’imponente edificio dell’Arsenale, per secoli il più grande del mondo. Marcato nel tessuto urbano da muraglie in cotto e torri quadrate, dal XIII secolo ha determinato la vita della Repubblica. Il Ponte dell’Accademia: terminata la visita di Rialto, con una piacevolissima passeggiata tra calli, campi e campielli, giungeremo al Ponte dell’Accademia, che attraversa il Canal Grande, dal quale si potranno scattare delle bellissime foto panoramiche del Bacino di San Marco e della Basilica della Madonna della Salute. Il Ponte dell’Accademia nasce come ponte provvisorio del vecchio Ponte della Carità, (ora non più esistente). La solidità del nuovo ponte provvisorio e la sua robusta struttura hanno fatto sì che questo restasse in piedi, sostituendo il vecchio Ponte della Carità e diventando uno dei più importanti di Venezia. Fondamenta delle Zattere Proseguendo, arriveremo alla Fondamenta delle Zattere, che costeggia tutto il Canale della Giudecca per il tratto che dalla Stazione Marittima di San Basilio giunge fino alla Punta della Dogana dove il canale della Giudecca si immette nel Bacino di San Marco. Durante la passeggiata ammireremo nella sponda opposta l’isola della Giudecca con innumerevoli palazzi e chiese, tra cui il Mulino Stuchy costruito tra il 1884 e il 1895 ora trasformato in un lussuoso Hotel, e la rinomata Chiesa del Santissimo Redentore costruita nel XVI sec. per celebrare la liberazione della città da una terribile pestilenza, è uno dei maggiori esempi di architettura sacra palladiana. Come spesso accade una festa è così esuberante e sentita perché ha le sue origini in un momento di euforia collettiva, magari dopo un periodo buio che più buio non si può. E infatti era il 1577 quando, una tragica epidemia pestilenziale, fu data per sconfitta. Tale e tanta fu la gioia del popolo della laguna che il Senato veneziano decise di erigere un tempio a Cristo Redentore, cui rendere omaggio ad Aeternum se il morbo avesse risparmiato Venezia. Così fu, e i veneziani fecero le cose in grande ingaggiando per erigere l’opera il migliore sulla piazza: Andrea Palladio. Il tempio fu concluso nel 1592 e non venne malaccio. Così ogni anno nel mese di luglio, il Senato con il Doge, le varie confraternite devozionali e il popolo vestito a festa ci andavano attraversando un lungo ponte di barche provvisorio tra le due rive del canal della Giudecca e questo continua tutt’oggi, con l’aggiunta per ricordare e festeggiare l’evento, dei fuochi d’artificio sparati a mezza notte in un suggestivo bacino di San Marco pieno di barche e gondole dei veneziani. Punta della Dogana Continuando la passeggiata si arriverà, per una breve sosta, fino alla Punta della Dogana da dove potremo avere una magnifica vista dell’isola di San Giorgio e di San Marco, conseguentemente… foto a volontà! Basilica Santa Maria della Salute La passeggiata continua costeggiando la riva del Canal Grande, da dove ammireremo i bei palazzi e lussuosi Hotel che costeggiano il famoso Canale per giungere davanti alla Basilica Santa Maria della Salute. Questa chiesa è stata eretta dai veneziani come ringraziamento alla Madonna per la fine della peste bubbonica. La festa della Madonna della Salute è una festa religiosa istituita dalla Repubblica Veneta nel 1630 e osservata solennemente in tutto il territorio della Serenissima fino alla sua caduta. Ha luogo il 21 novembre, giorno della Presentazione della Beata Vergine Maria, e ancor oggi si celebra spontaneamente nella città di Venezia, a Trieste e in moltissime città e paesi dell’antica Repubblica, nell’Italia, in Istria e in Dalmazia. La Serenissima infatti, per permettere alle popolazioni distanti dalla Capitale di osservare la Festa, favorì la costruzione in tutta la Repubblica di santuari dedicati alla Madonna della Salute, che sono a tutt’oggi numerosissimi, anche in piccoli paesi, e molti di questi santuari sono ancor oggi, come a Venezia, meta di pellegrinaggi il 21 novembre. A Venezia il pellegrinaggio ha come meta la basilica di Santa Maria della Salute. Durante tutta la giornata, nella basilica, tenuta aperta senza interruzione, vengono celebrate in continuazione messe e rosari, con un afflusso continuo di fedeli. Per facilitare il pellegrinaggio, viene eretto sul Canal Grande un ponte provvisorio in legno che collega da Santa Maria del Giglio alle vicinanze della basilica. Squero di San Trovaso Lo squero a Venezia è un piccolo cantiere navale dove vengono costruite le imbarcazioni a remi, di cui la gondola veneziana è la più famosa. Pezzo dopo pezzo, i maestri d’ascia assemblano ogni piccola parte della futura barca: un lavoro che richiede moltissimo tempo, pazienza, perizia e amore, una conoscenza che si tramanda di generazione in generazione. L’ambiente di lavoro è alquanto singolare nello scenario veneziano: una casupola tutta in legno aperta su un lato ed un piano inclinato verso il rio per la messa in acqua delle barche. Se non fosse per qualche gondola messa a secco, sembrerebbe una baita di montagna fuori posto! Come si costruisce una gondola? Il processo di costruzione di una gondola è molto lungo e coinvolge diverse maestranze artigiane. Il remer si occupa di forcole e remi, il fabbro degli ornamenti metallici, il tappezziere del parecio (le cuscinerie), l’intagliatore degli intagli decorativi e l’indorador dell’applicazione di foglie d’oro per le gondole più lussuose. Ma se così tanti elementi vengono prodotti in laboratori artigiani specializzati, cosa accade all’interno di uno squero? Il maestro d’ascia, chiamato squerarol, ha il delicatissimo compito di occuparsi della struttura della gondola. In primis vengono selezionate le tavole di legno, di 8 varietà diverse, che devono asciugare almeno un anno prima di essere lavorate. Il processo poi di costruzione vero e proprio ha la durata di un altro anno fra assemblaggio dei pezzi, capovolgimenti, calafataggio e impeciatura per renderla impermeabile. E se tenete conto che un solo maestro d’ascia lavora ad una sola gondola, capirete anche l’immenso lavoro di questo artigiano. Un artigiano che non può sbagliare .. se commettesse un errore se ne accorgerebbe a distanza di due anni, quando la gondola passa dal secco al varo! Il Ghetto Ebraico Uno degli itinerari più originali se cercate cose non turistiche da fare a Venezia è proprio il tour del Ghetto ebraico. Scoprirete luoghi singolari e antichi in un viaggio nel tempo. Una città segreta vi aspetta proprio nel cuore di Venezia. Il Ghetto di Venezia è il ghetto più antico d’Europa e al mondo. La storia del Ghetto è molto particolare e la comunità ebraica veneziana ha attraversato vicende gloriose e dolorose negli ultimi secoli. Ad esempio, forse non tutti sanno che la parola stessa “Ghetto” deriva proprio da questa città. Gli ebrei giunsero a Venezia a partire dall’anno Mille ma solo nel 1300 la comunità ebraica divenne un insediamento stabile nella capitale della Serenissima e gli ebrei potevano vivere in qualsiasi zona della città. Le cose cambiarono nel 1500: a seguito della Guerra dei Cambrai molti ebrei giunsero a Venezia dalla terraferma, scatenando sospetti e preoccupazione nei cittadini di fede cristiana, che costituivano la quasi totalità della popolazione veneziana. Il Senato decise di non espellerli: gli ebrei erano fondamentali per l’economia della Serenissima in quanto unici “banchieri” dell’isola, però furono confinati nell’isola del Ghetto Nuovo. Una volta raggruppati nel Ghetto di Venezia, gli ebrei veneziani hanno iniziato impercettibilmente a cambiare l’aspetto del quartiere. Essendo molto numerosi (arrivarono ad essere ben 4000) e trovandosi tutti stipati nella minuscola isola del Ghetto Nuovo, innalzarono le case esistenti fino a 8 piani, abbassando però i soffitti in modo da salvaguardare le fondamenta lagunari e non causare crolli. Nel 1500 sono sorte le cinque sinagoghe del Ghetto di Venezia. Le sinagoghe sono l’anima del ghetto. Collocate alla sommità di edifici preesistenti risultano difficilmente riconoscibili dall’esterno, mentre all’interno si rivelano piccoli gioielli.

 3° GIORNO: VENEZIA / MURANO / BURANO / TORCELLO

In mattinata ritrovo dei Sig.ri partecipanti con la guida per l’escursione in motoscafo di linea alle isole di Murano, Burano e Torcello. Murano anche conosciuta come “l’isola del vetro” o “l’isola dei fuochi”, è un’isola a nord-est di Venezia ed è formata da sette isole collegate tra loro da ponti. Come Burano e Torcello, Murano fu fondata dagli abitanti di Altino nel 453 d.C. ed è ora uno dei centri di maggiore interesse a Venezia. Infatti, l’isola è nota in tutto il mondo per l’attività artigianale plurisecolare della produzione e lavorazione del vetro. La sua notorietà per la lavorazione artistica del vetro ebbe inizio grazie ad un decreto della Serenissima Repubblica che decise di trasferire le fornaci da Venezia a Murano per motivi di sicurezza legati soprattutto ai forni dei laboratori che spesso causavano gravi incendi alle abitazioni veneziane, a quell’ epoca costruite per lo più in legno. Molti credono invece che in realtà il vero motivo dello spostamento delle fornaci sia stato quello di voler proteggere quest’arte che si trovava solo a Venezia, ossia per evitare che i maestri vetrai potessero portare al di fuori del territorio veneziano le loro conoscenze sull’arte della produzione e lavorazione del vetro. Burano è un’isola della laguna di Venezia, famosissima per i suoi merletti, ma non solo. Vi possiamo trovare le coloratissime case dei pescatori, che sembrano uscite direttamente da un racconto per bambini. I visitatori di Burano rimangono affascinati da questi mille colori delle sue case colorate che si riflettono nelle acque verdi dei canali, dal campanile storto, dalla tranquillità e dalla calma che si respira. Passeggiando per le calli si possono vedere le anziane signore che ricamano l’originale merletto Buranello con il loro tombolo mentre ridono e chiacchierano nei campielli. Sembra di essere in un racconto delle fiabe con bambini che sfrecciano liberi con la loro bicicletta, balconi fioriti variopinti, le tende alle porte di casa e pescatori che issano il pesce fresco appena pescato dalle loro imbarcazioni tipiche. Le coloratissime case dei pescatori ne sono appunto la caratteristica principale. Torcello fu l’isola più popolata della Repubblica di Venezia, con oltre 20.000 abitanti, quando la popolazione della terraferma fu costretta a rifugiarsi sull’isola per fuggire alle invasioni di lombardi e unni. Conservò la sua egemonia per circa 1.000 anni, ma un contagio di malaria decimò la popolazione e il potere si trasferì a Venezia. Passeggiare per Torcello è come fare un tuffo nel passato! Una fermata obbligatoria a Torcello è il trono di Attila, che si trova nella piazza principale dell’isola. Una leggenda popolare racconta che questa sedia di marmo fu il trono del re degli unni. La Basilica di Santa Maria dell’Assunta è l’edificio più antico della laguna. Qui si può contemplare il meraviglioso mosaico bizantino del XII-XIII secolo. La Basilica, fondata nel 639, conserva il portico del IX secolo. Vicino alla basilica si trova la Chiesa di Santa Fosca, circondata da un porticato pentagonale. L’isola è attraversata da un’unica via principale, che conduce dalla fermata del vaporetto sino alla piazza principale, seguendo la quale si arriva ad un piccolo ponte, chiamato appunto il ponte del Diavolo. Questo, e il ponte Chiodo a Cannaregio, sono gli unici ponti a Venezia a mantenere l’antica struttura senza parapetto. Nei tempi antichi, le contrade della città si sfidavano e affrontavano sui ponti, spingendosi a vicenda per cercare di piantare le proprie insegne sul ponte, e molti contendenti finivano in acqua. Fino alla metà dell’Ottocento, la maggioranza dei ponti a Venezia era ancora senza parapetto. Le notizie storiche sul ponte sono molto scarse per dire quasi inesistenti, per cui le leggende ispirate al suo nome hanno trovato terreno fertile. Una leggenda vuole che il ponte sia stato costruito in una sola notte proprio dal Diavolo. Secondo la versione più credibile ma meno affascinante, il ponte è detto del diavolo, perché in origine bisognava attraversarlo per arrivare al palazzo di una famiglia così soprannominata. Terminata la visita, imbarco sul vaporetto per il rientro a Venezia e fine dell’escursione alle isole della laguna.